Home
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

                     terra italia : eventi nell'oltrepò pavese

Il "carnevale bianco" di Cegni
Si si tiene nel giorno di ferragosto a Cegni, piccola frazione di Santa Margherita di Staffora. Stupisce certo che il carnevale si festeggi ad agosto, eppure di vero e proprio carnevale si tratta. La festa prende spunto da un'antica leggenda del posto: un innamorato decide di sposare la sua bella, ma non è propriamente bello, anzi è soprannominato "il brutto" e per questo la ragazza è chiamata "la povera donna". Alla vigilia delle nozze la "povera donna" si dà alla fuga. L'uomo l'insegue fino a trovarla nascosta in un casolare. La vicenda è però a lieto fine: i due tornano innamorati al villaggio, accolti dai compaesani con musiche di pifferi e fisarmoniche, canti e balli. In effetti, un tempo, l'azione si svolgeva a carnevale, ma il progressivo spopolamento del paese ha posticipato la celebrazione all'estate, quando gli abitanti di Cegni ritornano per le vacanze estive. Va ancora detto che, a sottolineare il carattere farsesco, "la povera donna" è impersonata da un giovanotto travestito.

 

 

Fiera dell'ascensione a Voghera

La settimana precedente il giorno dell'Ascensione (la "sensia")  ha luogo la fiera di San Bovo. Questa fiera ha origini antichissime che si riallacciano direttamente al culto del santo. Negli anni successivi alla morte, avvenuta in Voghera il 22 maggio del 986, la fama di San Bovo era già molto diffusa grazie a continui miracoli avvenuti sul luogo della sua sepoltura.
I Vogheresi allora iniziarono ad esporre le loro merci ad ogni ricorrenza della morte del santo,

 diventata poi festa a tutti gli effetti, approfittando della grande affluenza di viaggiatori, soprattutto pellegrini devoti al santo. La fiera ricevette l'ufficializzazione ben quattro secoli dopo la morte di San Bovo, esattamente il 14 maggio 1382, data del" Privilegium Nundinarurn" concesso da Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano, alla popolazione Vogherese. Il documento è attualmente conservato, in ottimo stato, nel Fondo pergamenaceo dell'Archivio Storico del Comune, assieme ad altri atti importanti per la storia di Voghera.
Tantissime le curiosità che ruotano intorno a questo evento: dall'obbligo di partecipazione degli Iriensi, che prevedeva la loro presenza in fiera almeno tre volte al giorno con qualche merce da vendere, pena una multa di 5 fiorini; all'esposizione di un elefante vivo nel 1824 (cosa decisamente rara per quei tempi), fino all'asino che, nel 1827, fu fatto volare appeso ad un cordone che partiva dall'orologio del campanile del Duomo sino ad un pilone dei portici antistanti.
Attualmente la Fiera artigianale e commerciale si estende su una superficie di circa 15000 mq. All'interno dell'ex Caserma di Cavalleria con stands espositivi; la mostra mercato dei mezzi agricoli e movimento terra occupa l'area del Piazzale Fermi con una delle esposizioni più importante della regione. Fanno da cornice all'evento il luna park, nel cortile adiacente la fiera, oltre a spettacoli, mostre e convegni. Negli ultimi tre giorni sono allestite le tradizionali bancarelle, circa 400, distribuite per le vie della città.