|
routes and excursions
Gita
tra castelli e borghi. Menzionato
per la prima volta nel 1029, il
Castello di Oramala fu nei secoli
dimora prediletta dei marchesi Malaspina.
Tra le mura dell'inespugnabile fortezza
fiorì un cenacolo di poesia e music a
provenzale e vi soggiornarono ospiti
illustri quali l'imperatore Federico
Barbarossa e Dante Alighieri.
I castello in pietra, ristrutturato,
conserva ancoral' aspetto di dominatore
della valle Staffora. Imperdibile la
salita alla torre del XIII secolo dalla
cui sommità si gode un panorama
mozzafiato sui colli circostanti.
Il Castello di Mornico Losana le
cui origini risalgono a una torre in
pietra locale che nel XII secolo si
ergeva solitaria sulla sommità del colle
più alto, sentinella d'avvistamento
a
guardia della valle. Riedificato nel
Cinquecento sui basamenti medievali, il
castello cambiò più volte proprietari
nel corso dei secoli: dai Belcredi agli
Sforza, dagli Strozzi ai Doria. Una
dimora romantica, l'atmosfera
suggestiva, tra gli splendidi vigneti
dell'Oltrepò.
Il caratteristico borgo di Varzi è da
sempre una delle mete favorite dell'Oltrepò.
Al fascino di una passeggiata nella
storia tra tortuose stradine, misteriosi
portici e case in pietra, si aggiunge
ora un'ulteriore suggestione dell'età
medievale nella possibilità di accedere
alla torre del castello, fortezza
duecentesca dei Malaspina.
E' davvero affascinante la salita sulla
torre de lle streghe (XIII secolo), così
denominata poiché nel 1464 vi furono
rinchiuse alcune donne accusate di
stregoneria. Con i suoi
29 metri di
altezza svetta a lato del Castello Malaspina; i ripidi gradini conducono a
quattro stanze in cui si rivive il
fascino del mistero e del potere.
In valle Staffora a pochi chilometri di
distanza l’uno dall’altro sorgono i
borghi di Cecima e San Ponzo
Semola che conservano intatto
il fascino delle costruzioni in pietra
del Medioevo. A San Ponzo, attraverso un
piacevole sentiero in mezzo ai boschi di
castagni, si possono visitare le grotte
del Santo omonimo.
Graziosissimo paese Fortunago è
classificato tra i 100 borghi più
belli d’Italia. Il suo nome rivela
lontane origini, infatti, pare essere di
origine celtica e significare “casa
presso l’ acqua”. |
Un giorno per una gita a Casteggio e entroterra
collinare . Partenza da piazza Dante
a Casteggio. passaggio dalla Certosa
Cantù (edificata dai Frati Certosini
alla fin e del 1600) e visita al museo
archeologico Si scende da Pistornile
(campanile della Chiesa), luogo del
pistornio (dove si faceva il pane per le
truppe romane). Si può andare poi a
Torricella Verzate (1700) sulla rocca
dove vi sono poste 52 statue a grandezza
naturale, oltre ai bassorilievi, alla
scala santa e alla Torre dei Saraceni
(800).
Poi si va a Mornico Losana .
Si può avere qui una panoramica di
vigneti e di boschetti di
querce,
robinie, olmi e ciliegi selvatici. Si sale passando sulla
destra del Castello Belcredi (oggi
Colombani) di (1200, ma
rimaneggiato nel 1800) poi
si arriva all’incrocio che porta al
Castello di Santa Giuletta attraverso
una bellissima strada panoramica dalla
quale se il tempo lo permette, si può
ammirare la Pianura Padana e l’arco
alpino da un lato e dall’altro, le
colline e l’Appennino dell’Oltrepò
Pavese, piemontese, ligure e piacentino.
All’incrocio si vede l’impianto
medioevale del Paese di Pietra de’
Giorgi con torre e Castello (anno
Mille). Siamo già in territorio di Santa
Giuletta, si passa dalla Cascina
Isimbarda (da Isimbardi, marchesi un
tempo proprietari di buona parte del
territorio comunale) Fu in queste zone
che fu scoperta nel 1876 la peronospora
della vite (fungo parassita), da
studiosi dell’Orto Botanico di Pavia.
Nel parco del castello, dietro piante e
arbusti di vario genere spunta la cima
di un maestoso Cedro del Libano (500
anni). Della parte medioevale, rimane
solo una finestra e le prigioni,
utilizzate poi come cantine. A
sud si
vede il castello di Montalto Pavese e
dietro ancora il Monte Penice e il Monte
Lesima. A Nord possiamo
altresì vedere la Chiesa (raffigurata
sul logo aziendale) del 1200 con il
curioso campanile merlettato, in parte
rifatto nel 1850. A
Santa Giuletta si può visitare il museo della
Bambola (Santa Giuletta era nel
dopoguerra capitale italiana della
bambola). Andando
verso Casteggio, dalla provinciale si
può vedere su un poggio, la torre romana
- rinascimentale "Griziotti", sede estiva
del luogotenente di Garibaldi, appunto
Griziotti, dove si
conservano i cimeli garibaldini e mobili
del seicento, settecento e ottocento.
Verso Broni, oltre alla Chiesa dedicata a Santa Giuletta (S Julita) si vede in
territorio di Cigognola, il castello (
ora di proprietà di Moratti)dalla
particolare torre. |
da
Broni a Stradella seguendo le
colline. Da Broni, circa a
metà della strada che taglia il centro
del paese, si va verso le colline della
valle Scuropasso, dominata dal
castello di Cigognola. Dopo poco si
giunge all'abitato di Canneto Pavese,
in splendida posizione panoramica. Il
paese è delimitato a ovest dai resti del
castello Malpaga, oggi tenuta
vitivinicola e all'estremità orientale
dai ruderi del castello di Canneto. Si
procede verso Castana e poi verso
Montecalvo Versiggia. La strada
corre in cresta: a sinistra le colline
della valle Versa, a destra, oltre la
valle Scuropasso, si erge in lontananza
il castello di Montalto Pavese.
Andando poi verso v erso la valle Versa
sull'altra costa della valle domina,
imponente, la torre del castello di
Soriasco. Si risale in quota verso
Golferenzo che merita una
piccola passeggiata: piccolo borgo
fortificato le cui origini risalgono al
XII secolo, fatto di piccoli
viottoli quasi a formare un labirinto a
protezione delle strette case arroccate.
Qui si prosegue per Soriasco.
Arroccato sul colle, è un piccolo e
delizioso borgo fondato in tempi
antichissimi sul quale spicca una severa
torre quadrata, resto di una possente
fortezza medievale che vigilava sulla
valle del torrente Versa. Da Soriasco si
continua in cresta, ormai al confine con
il Piacentino seguendo le indicazioni
per Torrone e Rovescala. Città del vino,
patria dell’ottima Bonarda, Rovescala
raccoglie le sue case intorno al
castello, oggi abitazione privata.
Della costruzione originaria rimane oggi
soltanto la torre quadrata alta 20
metri. Lasciata Rovescala si prosegue in
direzione di Montù Beccaria. A Costa
Montefedele si schiude, sulla
sinistra, un panorama di singolare
bellezza sui colli pavesi mentre in
fronte si vede il "castellazzo" di
Montù Beccaria.
In posizione
dominante, Montù e il suo castello
sorgono su un crinale sulla sponda
destra della valle Versa. Il castello,
eretto nel XII secolo, fu distrutto una
prima volta nel 1302, ricostruito fu
nuovamente distrutto nel 1307 dai
piacentini in guerra contro Milano e
Pavia. Della costruzione originaria
rimangono solo qualche resto di torre.
Da Montù si prende la strada del rientro
a Stradella, o direttamente o
attraverso Zenevredo e
Bosnasco.
|
gita
dei tre borghi : Cecima-San Ponzo-Varzi
Il
borgo di Cecima si
estende sulla sponda sinistra della
valle Staffora, al confine della
valle attraversata dal torrente
Curone. Il borgo
sorge sul crinale di un vasto
altopiano e conserva ancora la
purezza del suo impianto medievale,
percorso da un groviglio di viuzze
che si intersecano, offrendo scorci
suggestivi. Le stradine sono sono
selciate con i ciottoli del torrente Staffora
così come sono costruite le vecchie
case con muri a vista
senza intonaco. La chiesa, vero
centro e anima
del borgo, è una bella costruzione
quattrocentesca in arenaria, con
fregi in terracotta.
A
pochi chilometri da Cecima, si
raggiunge San Ponzo Semola,
oggi minuscolo agglomerato di case,
ma nel passato sede di una potente
pieve che rivaleggiava in splendore
con quelle di Varzi e di San
Zaccaria. La parrocchiale è dedicata
al santo che dà il nome anche al
paese, un cavaliere cristiano del
III secolo che fuggì da Roma e dai
suoi persecutori in Oltrepò, vivendo
prima a Fortunago e poi in una
grotta nei pressi del borgo.In
questa zona si trovano appunto le
Grotte di San Ponzo risalenti a 20
milioni di anni fa, i cui cunicoli
si addentrano nel cuore della
montagna. La zona è ricca di reperti
fossili.
Il
borgo di Varzi ,
probabilmente fondato dai Liguri,
raggiunse ineguagliato splendore nel XII secolo grazie ai privilegi
concessi dall’imperatore
Federico
Barbarossa e nel
XIII secolo sotto il marchesato dei
Malaspina.
Non si può non passeggiare
sotto i portici
che sono ammantati dal mistero della
loro storia: un tempo
erano popolati da carri, mercanti
con merci
dell’artigianato locale ma anche provenienti da paesi
lontani. Varzi era, infatti, una
delle più importanti stazioni di
sosta lungo la via del Sale.
La
parte alta del borgo Passo
è dominato dal
castello Malaspina e dalla
possente torre delle Streghe, così
chiamata perché nel 1450 fu luogo di
prigionia di donne e uomini
processati e poi giustiziati per
stregoneria.
|
|
|
|