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COLLOCAZIONE
e STORIA
Casteggio
(
ancient
Clastidium
),
wa s
a
village
built
in
Gallia
Cispadana,
on
the
romanic
Via
Postumia,
at
the
east
of
Iria
(modern
Voghera)
and
at
the
west
of
Placentia
(modern
Piacenza).
Here
in
222
BC
roman
Marcus
Claudius
Marcellus
defeated
the
Gauls
and
won
the
spolia
opima;
in
218
Hannibal
took
it
and
its
stores
of
corn
by
treachery.
After
it
was
made
part
of
the
colony
of
Placentia,
founded
i n
219.
The
remains
visible
at
Clastidium
are
scanty;
there
is a
fountain
(the
Fontana
d'Annibale),
and
a
Roman
bridge,
which
seems
to
have
been
constructed
of
tiles,
not
of
stone,
was
discovered
in
1857,
but
destroyed.
In epoca medioevale cadde sotto l'influenza pavese, e nel 1164 Federico I Barbarossa l'assoggettò, con gran parte dell'attuale Oltrepò, al comune di Pavia. Con Pavia tenne la parte ghibellina, e subì gravi danni nelle lotte che la contrapponevano alla parte guelfa, cui aderivano Tortona e Piacenza. Nel 1441 divenne un feudo di Cesare Martinengo, nel 1466 gli Sforza la diedero al loro ministro Angelo Simonetta, passò poi agli Sforza, ai Bentivoglio, ai Del Carretto marchesi sovrani del Finale. Casteggio, ancora fiorente alla fine del medioevo, subì tali danni dalle guerre tra francesi e spagnoli del XVI secolo, da non riaversi più se non due secoli più tardi , in questo periodo fu superato dai centri vicini, Broni, Stradella e soprattutto Voghera. Quest'ultimo centro divenne capoluogo della provincia dell'Oltrepò Pavese, passata ai Savoia nel 1743. La successiva occupazione e la signoria francese su Casteggio, che segue le sorti del Piemonte annesso alla Francia coi suoi domini, dura fino al 1814 e cioè fino alla fine dell'impero napoleonico. Caduto il regime di Bonaparte, tornano i Savoia a governare con lungimiranza e saggezza e Casteggio è famosa per due concerie e il commercio di frutta e vino. Sotto i Savoia anche Casteggio conobbe una notevole ripresa economica e demografica, culminata nella seconda metà dell'Ottocento. Elegante e "commerciantissima" appariva verso la fine dell'800, fiorente per un importante mercato (concesso nel 1532 e forse di origine ancor più remota), coronata di amene ville di signori pavesi, milanesi e genovesi. L'istituzione della Cantina Sociale nel 1907 segna la vocazione cha già aveva di produzione di vini.
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Di Casteggio
ne hanno parlato
Plinio, Plutarco,
Livio,Varrone,
Virgilio e poi
Petrarca, come
testimoniano i
reperti archeologici
conservati nel
Civico Museo
Archeologico.Oltre
che per la posizione
strategica, la città
era già famosa
in epoca Romana per
il vino. Cicerone
per imbandire la sua
tavola si riforniva
quasi esclusivamente
a Casteggio. E
l'arte della
vitivinicultura è
andata sempre
progredendo, fino a
i giorni nostri.
A
Casteggio non
mancano monumenti di
interesse
storico-artistico.

La Certosa di
Cantù,
restaurata di
recente, è il vero
fulcro della vita
culturale; edificata
nel 1700 dai monaci
seguaci di San
Brunone, ospita il
Museo Archeologico e
la Biblioteca
Civica.
La Chiesa di San
Sebastiano
risalente alla fine
del '500,
custodisce, al
centro di un
meraviglioso coro
ligneo di fine '700,
un dipinto del
Bibbiena ra ffigurante
San Sebastiano, S.
Rocco, la Trinità e
la Vergine. Da
vedere è la Madonna
della Neve,
pregevole
bassorilievo del
tardo '400 che
adorna la facciata
della casa posta a
fianco di palazzo
Battanoli, in
passato sede della
pretura.
In piazza Dante c'è
la elegante
Chiesa parrocchiale
del Sacro Cuore
(1937-41). Il
Monumento della
famiglia Cignoli
è costituito da un
basamento in pietra
sormontato da una
colonna spezzata;
una targa bronzea ne
ricorda l'eccidio
avvenuto nel 1859 ad
opera degli
austriaci.
Di fronte al vecchio
Municipio, nel parco
delle
Rimembranze, spicca
con i suoi 18,50
metri di altezza
Il Monumento della
Vittoria, opera
bronzea di Enrico
Astorri (1926). Per
la sua realizzazione
sono stati
utilizzati oltre 25
tonnellate di bronzo
la cui fusione ha
richiesto la
creazione di una
speciale fonderia,
non esistendone a
quei tempi altre
adatte allo
scopo.Infine,
sull'omonima
piazzetta del
Pistornile, c'è la
Chiesa
parrocchiale
ricostruita
ai primi dell'800
dall'architetto
Marchesi di Pavia
sulla struttura di
un collegio
cinquecentesco; al
suo interno
custodisce varie e
pregevoli opere
d'arte di vari
artisti.
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