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Thick soups and
risottos are the
dishes most
characteristic
of the Oltrepò.
The so-called
zuppa
pavese
is one
well-known
example famous,
if for no other
reason, for its
origins.
Apparently it is
was invented in
the 16th
century by a
peasant woman in
honour of the
King of France,
Francis I, after
his defeat at
the battle of
Pavia. In order
to satisfy the
appetite of h er
illustrious
guest, the woman
prepared a thick
soup using what
was available in
her house -
stale bread,
eggs, a little
butter, cheese
and broth. Today
it is still made
by browning
pieces of bread
in butter, then
placing them in
a soup plate,
adding whole
eggs and
parmesan cheese
on top and then
covering it all
with boiling
broth. Other
thick soups are
those with chickoeas and
pork rind and,
as already said,
frogs.
There are many
varieties of
risotto: with
fagiolini
dall'occhio
(type of bean),
giblets,
erbette
(greens),
peppers
alla Vogherese,
frogs legs and
-another
delicacy that is
almost extinct -
freshwater
crayfish (known
as
risotto alia
certosina).
Of the meats
that make
delicious main
courses, besides
the wonderful
pot roasts and
braised beef
(and donkey),
the best include
pork and
poultry. Typical
dishes are
chiodini
mushrooms with
loin and
sausage; spare
ribs with
cabbage; tripe
alla pavese
with beans and
nutmeg;
rago
(the equivalent
of Milan's
cassoeula,
but made with
goose meat); and
stuffed capon.
Try also the
freshwater fish
(especially
pike, perch,
carp and tench)
soused, stewed
or fried.
tra i piatti
tipici dell'oltrepò
ci sono:
Agnolotti,
pasta ripiena di
carne stufata,
uno dei primi
piatti più
tipici dell'Oltrepò
Pavese. La
ricetta classica
li vede conditi
con lo stesso
stufato usato
per il ripieno.
Agnolotti
alla vogherese
si tratta di una
preparazione che
appartiene alla
grande famiglia
delle “paste
ripiene”: una
presenza
gastronomica
fondamentale
della dorsale ligure-appenninica,
che risale
addirittura ad
epoche
medioevali e che
sì è evoluta nei
secoli
affinandosi ed
arricchendosi di
varianti. Sono
“involtini” di
pasta fresca,
sottile,
morbida,
preparata con
cura e
delicatezza che
nascondono un
delizioso
ripieno di
carne. Sono
cucinati per
essere serviti
“asciutti” e
vengono conditi
in genere con il
sugo di cottura
delle carni
usate poi per il
ripieno. Il
tutto nacque
sicuramente come
occasione di
recupero degli
avanzi di carne
e di verdura,
poi andò arricchendosi e
raffinandosi a
tal punto da
diventare
sinonimo di
tavola ricca,
opulenta, di
piatto da
servirsi nelle
occasioni
importanti.
Il termine
“agnolotto”
deriverebbe
da “anolot”,
nome in dialetto
piemontese dello
strumento per
tagliarli che
aveva forma di
anello.
Gli “agnolotti
della festa” a
Voghera si
preparano con
ripieno di
stufato di
manzo, vanno
conditi sempre
con il sugo di
stufato dopo
essere stati
cotti in un
brodo di carni
miste e devono
essere di forma
più o meno
quadrata.
Boiocche,
piatto povero
invernale, ne
esistono due
versioni una con
latte e una
senza. Si
mettono a
bollire le
castagne secche
ammorbidite in
acqua per
diverse ore con
aggiunta volendo
di latte.
Busela:
la büsélâ è
semplicemente un
grosso biscotto
che ha la forma
di una bambola;
veniva
realizzata una
volta con la
pasta di pane
avanzata, oggi
con un impasto
dolce. Si
regalava alle
bambine in segno
di buon augurio
e la si doveva
spezzare con le
mani e mai
tagliare con un
coltello.
Bollito
Misto altro
piatto di
origine
piemontese. Si
utilizzano dal
garretto di bue,
biancostato di
bue, codino di
vitello e, a
volte, il
ginocchietto e
la testina di
vitello. Si
sposa bene, o
tradizionalmente,
con la mostarda,
sempre di
Voghera, oppure
con i peperoni,
ancora di
Voghera.
Per il bollito
con la mostarda
di Voghera
si usano varie
parti di vitello
e vitellone e
tagli di carne
di cappone o
gallina, tutti
lessati a fuoco
lento e secondo
un ordine a
scalare; il
risultato è per
gli amanti della
carne una specie
di trionfo di
profumi e
sapori.
Per "mostarda"
si intende un
composto a base
di frutta
candita
conservata in
uno sciroppo più
o meno ristretto
in cui è
miscelata una
quantità
variabile di
senape. Il nome
deriverebbe dal
latino, e
significherebbe
"mosto ardente",
in quanto la
formula
originale, di
cui però non si
ha esatto recipe
nel libri di
cucina
medioevali,
prevede l’uso di
mosto d’uva,
cotto, con
l’aggiunta di
senape che ha
capacità
conservante e
arricchente.
Dolcebrusco,
salsina da
condimento per
insaprire le
carni fredde
bollite, in
particolare
quelle degli
animali da
cortile. La
ricetta
tradizionale è a
base di
zucchero, aceto
rosso d'uovo,
fegatini e,
volendo ma anche
perchè non
semp re c'erano,
aringhe e
capperi.
Gallina Ripiena,
tipico piatto
natalizio della
cucina
oltrepadana.
Cucinato con un
ripieno composto
da un impasto di
pane
grattugiato,
uova,
prosciutto,
grana
Miccone,
pane , il più
noto è il
miccone di
Stradella, ma da
sempre adottato
dall'Oltrepò
come simbolo dei
fornai. È un
pane di circa 1
kg, ben cotto
all'esterno e
soffice
all'interno;
l'impasto viene
preparato 48 ore
prima,
utilizzando il
"crescente",
parte di impasto
accantonata per
far da base ai
lieviti. La
micca non è un
pane condito.
Conservato in
luogo sano e
fresco, si
mantiene per più
giorni, tanto
che nelle
cascine era
tradizione
panificare
soltanto un
giorno alla
settimana. Ma è
superlativo
ancora caldo
quando il
profumo è ancora
intenso.
Mostarda di
Voghera Nata
dalla ricerca di
metodi per la
conservazione
della frutta si
è diffusa a
Voghera
all’inizio del
secolo scorso,
fino a divenire
uno dei prodotti
di punta
dell’industria
alimentare della
città, ma alla
veloce ascesa ha
fatto seguito un
altrettanto
rapido declino,
ma la produzione
completamente
artigianale che
se ne fa oggi ha
decisamente
riqualificato il
prodotto

Ossi da morto
: per la
festa dei Morti
si preparano
particolari
biscotti: os da
mord, os di mort
la cui
traduzione dal
dialetto è
all’italiano
suona come “Ossa
da mordere” o
“Ossa dei
morti”: si
tratta di una
tradizione
alimentare di
antichissima
origine celtica
che assegnava al
simbolico
“cibarsi dei
propri defunti”
non certo una
forma di
antropofagia ma
semmai il
compito di una
perpetua unione
tra vivi e
morti.
Peperone di
Voghera E ’
di tre colori:
rosso verde o
giallo. Dal
sapore intenso,
il peperone di
Voghera, è
ottimale
soprattutto per
cucinare la
peperonata (o peverada, un
tipo particolare
di peperonata).
Ma può essere
usato anche
nella
preparazione di
salse (bagnetto
di peperoni) e
risotti.
La peperonata è
un piatto che
assemblea
diversi tipi di
verdure ai
peperoni: le
verdure tagliate
a tocchetti
vengono stufate
a fuoco dolce,
sfumate con vino
bianco e
profumate con
basilico e
prezzemolo fino
ad ammorbidirsi.
La peperonata è
ottima come
accompagnamento
o gustata da
sola.
Il risotto con i
peperoni, cioè
un riso
soffritto nel
burro e sfumato
con vino bianco,
a cui vengono
aggiunti
peperoni crudi,
il tutto portato
a cottura con
brodo caldo,
invece si lega
ad una parte
importante della
gastronomia vogherese :
quella
dell’impiego del
riso.
Risumata,
dolce altamente
energetico
ottenuto
montando i
tuorli con lo
zucchero e
aggiungendo vino
bianco aromatico
fino a ottenere
una consistenza
bevibile.
Salsa verde:
a base di
prezzemolo
fresco tritato
insieme ad
aglio, acciughe
e tuorlo d'uovo
sodo.
Schita,
acqua, farina,
strutto e latte:
è la ricetta
della schita,
frittella che
accompagnava i
salumi locali. è
un alimento
semplice,
genuino e
prelibato, che
viene degustato
ora
accompagnandolo
anche con
marmellata,
nutella
o
affettati
Torta di
mandorle Un
impasto simile
alla ben più
famosa
sbrisolona, la
torta di
mandorle è una
specialità dell'Oltrepò
Pavese, in
particolare
famosa quella di
Varzi.
Torta di San
Contardo
Specialità
tipica del paese
di Broni, creata
in onore del
Santo Patrono
del paese, San
Contardo,
pellegrino
padovano morto
poi nel paese
locale.

Zuppa
Vogherese .
Si tratta di un
dolce tipico
prodotto e
confezionato
artigianalmente
in diversi
formati da più
di 25 anni. E'
un impasto tra
pan di spagna e
torta paradiso
inzuppata e
farcita con
panna, crema e
caffè, in
seguito
ricoperta da
crema pasticcera
e decorata con
cioccolato.
E’ da consumarsi
fresco ed è
adatto a
qualsiasi
palato.
Salsa
peverada o
peverata
Peperoni tostati
con il burro e
passati al
mortaio con
aggiunta di
farina, tuorli,
sedano, aglio,
cipollina,
capperi,
acciughe, noce
moscata, scorza
di limona, sale,
olio, aceto. |