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L’Oltrepò pavese fu terra
di feudi e signorie e di questo passato
sono rimasti come eloquenti testimoni i
castelli che ornano ancora colli e borgate.
In questa pagina ne elenchiamo alcuni
dei principali: quali quelli legati alle storiche
dimore feudali come Oramala, per
esempio. Questa storica rocca
malaspiniana in Val di Nizza risalirebbe
a prima del Mille e si lega ad
importanti avvenimenti. Si è avanzata
l’ipotesi che vi sia stato anche Dante
Alighieri, quando fra il 1306 ed il 1307
fu ospite dei marchesi Malaspina che qui
tenevano corte.
E’ certo che vi sostò
l’imperatore Federico II di Svevia detto
il Barbarossa nel 1167, in fuga da Roma
a causa di una forte pestilenza. Oramala
significò anche un momento di cultura
poichè quel castello accolse trovatori
provenzali, primo fra tutti Giraldo di
Borneilh, un gentiluomo limosino,
considerato il caposcuola dei trovatori.
Oramala. Il castello si erge a 758
met ri di altitudine su un poggio conico
e mostra ancora i segni dell'antica
potenza, quando faceva parte di un
sistema di controllo del feudo dei Malaspina sulla Valle Staffora.
Il Castello dei
Malaspina,
edificato nell’anno 1000,
dall’alto del colle domina
tutta la vallata e
rappresenta uno dei
monumenti più significativi dell’Oltrepò Pavese.
Oramala è meta di diverse
escursioni non solo
culturali ma anche
naturalistiche: numerosi
sono i sentieri che arrivano
in questa località,
praticabili sia a piedi che
a cavallo.
I nobili marchesi Malaspina
scelsero il luogo d’Oramala
per insediarvi la sede di
quel che diverrà uno dei più
potenti marchesati d’Italia
settentrionale. In seguito il
castello pervenne alla
famiglia d’Este, loro
congiunti. A questi ultimi
fu tolto dal Pontefice
Adriano IV nel 1157, Nel
1164, come premio per i
servigi svolti, l’imperatore
Federico I (Barbarossa)
concede ad Obizzo Malaspina
il possesso di quasi tutte
le terre precedentemente
avute, comprendendo il
castello e la rocca d’Oramala.
Tre anni più tardi, nel 1167
Obizzo guidò l’imperatore
attraverso i sentieri
tracciati dai mulattieri
liguri (la via del sale) ,
facendolo sostare nel
castello d’Oramala, che era
il più difeso della zona.
L'imperatore Federico I poté
giungere a Pavia e da lì
riorganizzare la sua
compagine per proseguire
oltralpe. Questo periodo fu
per i Malaspina ed il
castello d’Oramala il
momento del loro maggior
splendore, anche culturale,
della gentilezza e della
poesia, grazie anche ai
trovatori provenzali che per
primi in Italia cantarono le
loro poesie. Fino al XIII
secolo tale luogo rimase il
centro direzionale della
Valle Staffora e delle valli
limitrofe. Solo
successivamente, in se guito
a divisioni feudali, i
marchesi Malaspina scesero
nei paesi di fondovalle
lasciando ad Oramala una
funzione secondaria.
Il castello è costruito
e fortificato in base a
criteri spiccatamente
militari, ha una torre dalla
caratteristica forma
semicircolare, ha mura in
pietra locale dello spessore
di 2,4 metri costellate da
feritoie per l'artiglieria.
Voghera.
Castello visconteo
eretto tra il 1372 e il 1400 per volere
di Galeazzo II Visconti. Ha un a duplice
funzione, residenza nobiliare e presidio
militare. Ha un aspetto maestoso
malgrado il fossato originario sia stato
ricoperto da terra :
l'edificio principale è un grande
quadrato di 54 metri di lato, che in
origine comprendeva quattro torri
angolari e due, più elevate, in
corrispondenza degli accessi a nord e a
sud. Sul cortile interno, il
cui porticato è stato murato, si aprono
finestre ogivali decorate in cotto con
due cornici rettangolari, una ad
intonaco bianco e l'altra decorata in
bianco e rosso. Nell'Ottocento, nella
parte a ovest, fu realizzata una
balconata sostenuta da imponenti
colonne, dove si insediarono prima il
Tribunale, poi gli uffici della Finanza.
Il lato sud invece venne adibito a
carcere.
Cervesina. La storia del Castello
di San Gaudenzio, un oasi di storia
lombarda,
è
legata ai Visconti e ai destini di
Pavia: un complesso originario del 1400
appartenuto a numerose famiglie nobili
(i Beccaria, i Taverna, i Trotti) che se
ne sono tramandati i fasti. E' stato
luogo d'ospitalità e riposo, sede di
balli, pranzi e festeggiamenti
All'interno del Castello si ritrovano
camini di marmo rosso e nero, mobili,
ritratti e decorazioni che si richiamano
al periodo dal 1500 al 1700. Affianca il
Castello l'antica pieve dedicata a San
Gaudenzio. Oggi è trasformato in
ristorante e hotel.
Bressana Bottarone. Il castello
si trova nella frazi one
Argine di Bressana Bottarone.
Costruito probabilmente nel XIV secolo e
completato nel secolo successivo, il
castello ha subito modifiche successive
ma, nel complesso, è ancora integro.
Nazzano .
Da Oramala, scendendo
dove lo Staffora sbocca in pianura,
sorge, su un pittoresco colle il
castello di Nazzano, costruito pare
attorno al 1000. Ebbe alterne vicende
lungo i secoli e diverse signorie. Il
castello di Nazzano è caratterizzato
dall’alta torre, ben visibile dalla
pianura, che sorge da una armonica
costruzione in mattoni. Attorno al
castello si stende una zona di verde che
rasserena, in un certo senso, la
severità dell’antica costruzione.
Completamente restaurato all’inizio del
XX secolo, il castello di Nazzano si
presenta oggi come uno dei più
suggestivi dell’Oltrepò.
Il castello,
edificato in laterizi dai Malaspina, ha
subito agli inizi del secolo radicali
trasformazion i. Sorge sulla sommità di
un colle a 350 metri di altitudine e
controlla l'imbocco della valle del
torrente Staffora che scorre 150 metri
più in basso. Nel 1905 fu restaurato dai
Marchesi Roverato, i cui eredi ne sono
tuttora proprietari. E' costituito da un
corpo
principale, una rocca d'impianto
rettangolare e da un'alta torre,
adiacente, a pianta quadrata. La
facciata è arricchita da un grande
ogivale cieco, un motivo insolito in
area lombarda.
Pietragavina

Fatto erigere dai Dal Verme nel '400 è
dotato di una bella torre merlata.
E' stato recentemente restaurato e oggi
è adibito ad abitazione privata.
Stefanago

Sulla sommità del poggio sorge il
castello esistente già
nel XII secolo e
restaurato nel 1477 dalla famiglia
Corti.
Slanciata è la sua torre quadrata in
mattoni, architettonicamente piu' antica
rispetto al resto della fortificazione.
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Zavattarello.
Il cast ello,
che sovrasta l'abitato, si erge su un
colle boscoso a 608 metri di altitudine
e dalla sua posizione dominante
controlla due valli.
Rocca de' Giorgi . I resti di un castello in
pietra locale e in blocchi di arenaria,
costruito alla metà del XIV da Fiorello
Beccarla, si elevano a 350 metri di
altitudine. Nonostante lo stato di
abbandono in cui si trova, il complesso,
costituito dalla torre e dalla struttura
del fortilizio, conserva ancora un
aspetto suggestivo nel quadro generale
del paesaggio
Soriasco. Ancora in evidenza
la severa torre quadrata, segno
superstite di una possente fortezza
medioevale, che dominava la valle del
torrente Versa con lo sfondo della
pianura e il corso fluviale del Po.
Torre d'Alberi. Sulla sommità
di un poggio, i n un bosco, si leva il
castello con torre quadrata, in pietra
locale e in mattoni a vista, da tempo
dimora dei conti Dal Verme. Nel cortile
del castello, appoggiata alla parete
orientale, dal 1922 è collocata una
stele funeraria figurata del I secolo
d.C. di notevole interesse e recante la
dedica a Marcus Octavius Macedo (nel
testo leggasi Macedoni) e a Cottia
Polla, proveniente dalla vicina Valverde.
Montesegale Su un'altura, in
prossimità del
paese, si erge il
castello che ha subito nei secoli
profonde trasformazioni. Il luogo fu
espugnato nel 1415 dal Conte di Carmagnola, capitano di ventura
assoldato dai Visconti. Il castello
sorge in posizione chiave per il
controllo dell'alta e della bassa valle
del torrente Ardivestra.
Cigognola. La costruzione
della
struttura
fortificata, fra le più interessanti
della zona, risale ai primi decenni del
1200 ad opera della famiglia dei Sannazzaro
e si distingue per l'alta torre quadrata
munita di merli ghibellini. Oggi il
castello è trasformato in signorile
residenza.
Montalto Pavese.
Sorge in questa località
uno dei più belli e suggestivi manieri
d’Italia. Come è noto, a partire dalla
seconda metà del XVI secolo si venne
sostituendo al castello il maniero, cioè
un’abitazione nobile e forte, non priva
di eleganti ornamenti ma senza le
caratteristiche militari proprie del
castello. Chi abitava un maniero aveva
diritto alla qualifica di “ge ntiluomo”.
Il maniero di Montalto
sorge sul luogo di una antica fortezza e
la sua mole è avvolta da due giardini:
uno all’italiana, con rigorosa simmetria
e macchie dai precisi disegni geometrici
e l’altro all’inglese, ricco di piante
d’ogni genere. Nel XVIII secolo ne era
signore il marchese Giuseppe Gaspare
Belcredi, di importante famiglia pavese.
Era professore di diritto civile
all’Università di Pavia e fece del
palazzo di Montalto un luogo di convegni
culturali. Vi si sono riuniti, in quel
periodo, i componenti
dell’Accademia pavese detta “degli
Affidati” e, tra gli altri, furono
ospiti del Belcredi Lazzaro Spallanzani,
Alessandro Volta, Antonio Scarpa,
Lorenzo Mascheroni.
Passato ad altre
proprietà, il maniero non ha perso le
proprie caratteristiche di nobile e
artistica dimora.
Montebello della Battaglia.
Esiste ancora il Castello eretto nel XII secolo d.c. a
difesa della zona. Modificato nel tempo,
dopo i restauri seicenteschi ha assunto
le caratteristiche di una dimora
residenziale. E' un edificio
rettangolare, contraffortato, con torre
e torretta d'angolo.
Mornico Losanna. il castello
Lorini è del XIII secolo. E' nato come
casa-forte con funzione di avvistam ento
nell'ambito del sistema difensivo del
feudo di Montalto (di cui Mornico faceva
parte), questa fortificazione venne
citata in un atto notarile del 1350 che
conteneva una convenzione tra i Belcredi
circa le proprietà della nobile
famiglia. I discendenti della stessa
ristrutturarono la casa-forte all'inizio
del 1700, trasformandola in un vero e
proprio maniero. Ai primi del XIX sec.
il castello passò nelle mani del
marchese Doria, appartenente alla
storica famiglia ligure, poi a quelle
dei Brignole.
Arena Po
In origine
il castello di Arena P o
era una massiccia fortificazione,
probabilmente eretta nel corso del XIII
secolo.
In seguito
l'edificio venne distrutto, quindi
ricostruito nel corso del XIV secolo,
per assumere l'aspetto attuale. Il
castello si trova nella zona
settentrionale del paese, ed è
costituito da un unico edificio con
muratura in mattoni, poche finestre di
forma rettangolare e una torre che si
innalza sullo spigolo delle mura rivolto
a est.
Chignolo Po.
Il castello risalirebbe al Duecento ma,
nel corso dei secoli, soprattutto nel
XVI, ha perso la sua destinazione
primaria trasformandosi da avamposto
bellico fino ad elegante dimora di
campagna (secolo XVIII).
Fu
il cardinale Agostino Cusani ad ampliare
il cortile e a plasmare il giardino
secondo i dettami della moda 'all'italiana'.
All'interno è possibile fare un tuffo
nel passato e visitare la camera in cui
dormì Napoleone Bonaparte e ammirare gli
appartamenti di Clemente XI.
Il castello ospita il Museo di Storia
della Civiltà Agricola Lombarda e il
Museo Lombardo del Vino.
La rocca di Stradella
Dal 1000 circa feudo del
Vescovo di Pavia, come la città di
Stradella, sovrasta quest’ultima da un
erto poggio. Le linee severe
dell’edificio denunciano l’originaria
funzione militare dell’edificio. E molto
si combattè attorno a quella fortissima
posizione che resistette a tutti gli
assalti. All’inizio del 1300 per
iniziativa del Vescovo di Pavia Guido
Langosco fu costruita nell’abitato di
Stradella una seconda rocca, della quale
esiste oggi soltanto una torre nel
centro della città. Rocca inferiore e
rocca superiore formavano insieme un
sistema fortificato difficilmente
espugnabile. Verso la metà del XVIII
secolo la rocca superiore subì una
radicale trasformazione, divenendo luogo
di soggiorno estivo dei vescovi di
Pavia, fino alla abolizione del
feudalesimo.
Non per questo Stradella
perse la propria rilevanza strategica,
di rilievo europeo che si protrasse fino
ad oltre la metà dell’800. |