Home
Località
Voghera
Casteggio
Salice Terme
Godiasco
RivaNazzano
PonteNizza
Varzi
Montebello
Bobbio
 
 
 

Oltrepò pavese  località : Voghera - visualizza la posizione su google maps

COLLOCAZIONE e STORIA



Situata nella parte sud della Lombardia all'interno del caratteristico triangolo dell'oltrepò pavese, ne è la vera e propria capitale. E' punto di snodo importante per la presenza di due autostrade, che la collegano a Milano, Genova, Torino,Piacenza,Bologna, e di due linee ferroviarie con le stesse destinazioni. Anche nel passato, proprio per la sua collocazione geografica, è sempre stata centro di passaggio di persone e di commercio. La sua fondazione si fa risalire ai Liguri Iriati,  i primi popoli ad insediarsi nell'Oltrepò pavese, rimanendovi sino al IV secolo a.C., quando sopraggiunsero i Celti. Due secoli più tardi dovettero poi subire poi l'invasione romana. Gli Iriati fondarono sulle rive del torrente Iria (l'attuale Staffora), non lontano dalla confluenza nel Po, un villaggio che prese il nome dal torrente stesso. Iria, (l'attuale Voghera).
Le strade costruite dai romani favoriscono la fondazione e lo sviluppo di nuove città. Divenne importante centro romano lungo la via Postumia. Iria (Voghera) fu però ridotta a Vicus, quando decadde l'impero Romano. Il nome Vicus associato a nome Iria dette origine al nome latino Viqueria (Vicus-Iriae)  nel medioevo che poi si tramutò all'attuale Voghera.
Devastata e distrutta più volte, anche dall'imperatore Barbarossa, Voghera durente il periodo dei Comuni seguì le sorti dell'impero, alleata o nemiva di Pavia e Tortona. I Visconti la occuparono agli inizi del XIV secolo ed edificarono il castello. In seguito fu dominata dalla signoria dei Dal Verme, dagli Sforza, poi dagli Spagnoli e, con il trattato di Worms del 1743 fu assegnata al Regno di Sardegna. Nel 1859 cessò di essere aggregata, insieme con l'oltrepò, al Piemonte, per passare alla Lombardia nella provincia di Pavia.
Nel 1748 Voghera con tutto l’attuale Oltrepò pavese passò nel regno di Sardegna e nel 1770 il re Carlo Emanuele III di Savoia elevò Voghera al rango di città.

In epoca napoleonica, Voghera fece parte dell’impero cui era stata aggregata con la maggior parte delle province continentali del regno sabaudo. Fu compresa dapprima nel dipartimento di Marengo e poi in quello di Genova. Con la Restaurazione fu nuovamente compresa nel regno sabaudo. La città non fu estranea ai moti patriottici del 1821 e sempre partecipe del Risorgimento nazionale.

Voghera conserva anche notevoli testimonianze d’arte. Ricordiamo, fra le molte, la chiesa di San Rocco, impreziosita da opere dell’insigne pittore vogherese Paolo Borroni, il Teatro Sociale del 1845, opera dell’architetto Gioacchino dell’Isola del Borghetto. L’attiguo Casino ha una sala da ballo elegantemente affrescata.

Il Duomo di Voghera, così come lo vediamo oggi, fu iniziato nei primi anni del XVII secolo. La facciata fu compiuta nel 1888, su disegni dell’architetto Carlo Maciachini, che fu tipico rappresentante dell’eclettismo nel secondo Ottocento italiano. Sulla piazza del Duomo si affaccia il Palazzo del Comune in Stile neoclassico. Un pò scostato dal centro della città sorge il castello di Voghera, costruito a partire dal 1367. Residenza signorile, fu poi sede di pubblici uffici ed infine usato come carcere, ora dismesso. Sono in corso restauri, in attesa di una destinazione consona allo storico edificio.

Voghera fu per secoli sede di guarnigioni di cavalleria. Di questo passato militare è testimonianza ciò che resta della caserma, già dedicata a Vittorio Emanuele II, sita in via Gramsci. Inaugurata nel 1858, ospitò Reggimenti di Cavalleria fino al 1943. Dismesso l’uso militare nei primi anni ’60. nelle parti agibili ospita uffici comunali, la biblioteca Civica, il Museo Storico e poi d’altro.

L’Arma di Cavalleria dell’Esercito Italiano ha in Voghera la propria chiesa, ad affermazione del legame lungo nel tempo ed intenso nel sentimento che lega reciprocamente la città e l’Arma.

Si tratta della chiesa di Sant’Ilario, risalente al XII secolo. La chiesa visse secoli di prosperità e di potenza, poi lentamente decadde, fino ad essere sconsacrata in epoca napoleonica. Fu polveriera per il presidio  militare di Voghera poi anche questo uso cessò e la chiesa divenne poco più di un rudere. I lavori per restaurare una così preziosa testimonianza della storia della città furono avviati negli anni ’30, furono interrotti e poi ripresi nei primi anni ’50 per iniziativa ed impulso di benemeriti cittadini e di amministratori. In ricordo dei secolari legami della città di Voghera con la Cavalleria, cittadini ed amministratori, in coordinamento con l’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria, vollero che la restaurata chiesa di Sant’Ilario, cui fu aggiunto come contitolare San Giorgio, divenisse Tempio sacrario della Cavalleria Italiana. La solenne cerimonia di dedicazione avvenne il 23 aprile 1956, alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica Italiana, On. Giovanni Gronchi. La peculiare destinazione della chiesa è resa visibile all’interno dagli stemmi di tutti i Reggimenti dell’Arma le cui policromie ravvivano ed esaltano l’austera semplicità della romanica navata.

 

Museo Storico

Il museo storico sorto nella Caserma di Cavalleria fu fondato nel 1971 per volere dell'Associazione del Fante di Voghera. Occupa una superficie di ben 2500 mq. nei quali sono accolti numerosi oggetti, reperti, cimeli, documenti, armi, uniformi che provengono da Corpi delle Forze Armate sia italiane che straniere dal­Ia metà del XIX secolo ad oggreperti museo Storico - Vogherai; segnaliamo tra i cimeli del periodo risorgimentale una giubba di Vittorio Emanuele Il, ma spicca senza dubbio l'automobile crivellata di colpi su cui vennero uccisi il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e sua moglie. Degne di nota anche la fornitissima biblioteca di storia militare, l'altrettanto ricca fototeca e la raccolta di documenti di grande valore storico e sociale.

 

 

Monumenti.
Il Duomo. Dedicato a San Lorenzo, è ubicato nel pieno centro cittadino, accessibile da via Cavour, e mostra un'imponente costruzione. Le antiche vestigia della chiesa romanica, risDuomo San Lorenzo - Vogheraalgono al XV secolo mentre la struttura odierna è frutto di un rifacimento seicentesco per opera dell'architetto Mario Corbetta. Dell'antica chiesa sono sopravvissute soltanto le fondamenta ed il campanile, in parte crollato nel 1436. La facciata ottocentesca è opera del Maciacchini. Quasi contemporanea la cupola risalente al 1874, dove spiccano le statue all'altezza dei pilastri di sostegno. Aprezzati dai visitatori gli altari barocchi e la Madonna del Soccorso, un affresco del quattrocento. Alla destra del portale si nota un'epigrafe risalente al 1460, antica testimonianza che mostra i rilievi di San Siro e San Bovo, cavaliere provenzale che morì a Voghera mentre faceva ritorno da un pellegrinaggio a Roma, proclamato in seguito patrono della città.

La Chiesa dei SS Ilario e Giorgio (tempio sacrario della cavalleria Italiana)
Soprannominata la "chiesa rossa per il colore vivo dei mattoni, è la chiesa più antica della città. e monumento importante dell'arte romanica. Fu sconsacrata e chiusa al culto dal governo francese nel 1805 per essere adibita a polveriera per la guarnigione locale. Su iniziativa di alcuni enti e dell'Associazione Nazionale Arma di Cavalleria, Chiesa "Rossa" - Vogherail Comune di Voghera nel giugno del 1952 destinò la chiesa a Tempio Sacrario della Cavalleria Italiana con il titolo di Sant'Ilario e San Giorgio, Pa­trono dei Cavalieri. Restaurata, la chiesa fu riconsa­crata e inaugurata il 22 aprile 1956. AI suo interno sono murati gli stemmi dei trenta storici reggimenti di cavalleria italiani. Nell'abside, sono disposte le lapidi che riportano le motivazioni della concessione di ono­rificenze e decorazioni all'Arma di cavalleria e l'elen­co dei decorati di medaglia d'oro. Nelle vicinanze del­la chiesa sono collocati gli stemmi delle città che ospi­tarono reggimenti, scuole, formazioni dell'Arma e dei Comuni che diedero il loro nome ai reggimenti di ca­valleria.

 

Il Castello Visconteo

Viene fatto innalzare da Azzone Visconti nel 1335, ma rafforzato e completato da Gian Galeazzo II nel 1372. E' uno dei più importanti castelli viscontei urbani della Padania, paragonabile nel suo impianto diCastello Visconteo - Vogherafensivo alle fortificazioni di Novara, Vercelli, Milano, Pavia e Cremona. Fu sotto la Podestà di Guido di Cadorna e Simone Beccaria che intorno al 1330 iniziarono quelle fortificazioni che diedero origine a questo castello che Galeazzo Visconti volle ampliato e fortificato. L'organismo architettonico del fortilizio, presenta una pianta quadrangolare e un cortile interno cir­condato da portici con archi a sesto acuto e con torri quadrate, in corrispondenza dei quattro angoli. Nella restaurazione del 1372 le torri erano merlate e pare ancora esistenti nel 1853; la foggia dei merli era a coda di rondine essendo Voghera città ghibellina. Un tempo erano presenti anche due torri intermedie dotati di ponti levatoi sul fossato circostante. Purtroppo l'antica infrastruttura attualmente si presenta fortemente stravolta a causa delle mutilazioni e delle modifiche subite nel corso dei secoli. Attualmente è in fase di recupero, grazie anche alla scoperta di un affresco attribuito al Bramantino.

 

Museo civico di scienze naturali

E' il gruppo Geo­paleontologico di Voghera ad aver fondato questo interessante museo, un luogo perfetto per tutti coloro che amano la scienza che studia i fossili. Vi sono conservati, infatti, numerosi ritrovamenti, tutti scoperti in

oltrepò  e risalenti ad epoche differenti. Si possono ammirare i resti dei grandi vertebrati del periodo Quaternario tra cui elefanti, ippopotami, bisonti, orsi e rinoceronti, venuti alla luce dalle sabbie del Po. Ricca di scoperte anche la zona che si trova ai piedi delle colline, che ha permesso di ritrovare un patrimonio inestimabile composto da un gran numero di conchiglie fossili marine. Durante gli scavi effettuati ad altitudine più elevata invece sono stati rinvenuti anche dei denti di squalo: questa straordinaria scoperta conferma la teoria che la Pianura Padana, nei millenni passati, era invasa da un mare molto profondo.

La fiera di San  BBancarelle - Vogheraovo.
 La settimana precedente il giorno dell'Ascensione (la "sensia")  ha luogo la fiera di San Bovo. Questa fiera ha origini antichissime che si riallacciano direttamente al culto del santo. Negli anni successivi alla morte, avvenuta in Voghera il 22 maggio del 986, la fama di San Bovo era già molto diffusa grazie a continui miracoli avvenuti sul luogo della sua sepoltura.

I Vogheresi allora iniziarono ad esporre le loro merci ad ogni ricorrenza della morte del santo, diventata poi festa a tutti gli effetti, approfittando della grande affluenza di viaggiatori, soprattutto pellegrini devoti al santo. La fiera ricevette l'ufficializzazione ben quattro secoli dopo la morte di San Bovo, esattamente il 14 maggio 1382, data del" Privilegium Nundinarurn" concesso da Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano, alla popolazione Vogherese. Il documento è attualmente conservato, in ottimo stato, nel Fondo pergamenaceo dell'Archivio Storico del Comune, assieme ad altri atti importanti per la storia di Voghera.
Tantissime le curiosità che ruotano intorno a questo evento: dall'obbligo di partecipazione degli Iriensi, che prevedeva la loro presenza in fiera almeno tre volte al giorno con qualche merce da vendere, pena una multa di 5 fiorini; all'esposizione di un elefante vivo nel 1824 (cosa decisamente rara per quei tempi), fino all'asino che, nel 1827, fu fatto volare appeso ad un cordone che partiva dall'orologio del campanile del Duomo sino ad un pilone dei portici antistanti.
Attualmente la Fiera artigianale e commerciale si estende su una superficie di circa 15000 mq. All'interno dell'ex Caserma di Cavalleria con stands espositivi; la mostra mercato dei mezzi agricoli e movimento terra occupa l'area del Piazzale Fermi con una delle esposizioni più importante della regio
ne. Fanno da cornice all'evento il luna park, nel cortile adiacente la fiera, oltre a spettacoli, mostre e convegni. Negli ultimi tre giorni sono allestite le tradizionali bancarelle, circa 400, distribuite per le vie della città.
Anche quest'anno d
al 16 al 20 maggio si è tenuta la 625ª Fiera dell’Ascensione.