Maggio 2008 - viaggio in val Boreca-Monte Alfeo
La val Boreca è una piccola valle formata dal torrente Boreca, tributario della Trebbia, in provincia di Piacenza, collocata nel cuore delle Quattro province. Confina a nord con la valle Staffora (Lombardia), a ovest con la val Borbera (Piemonte), a sud con l'alta val Trebbia (Liguria), a est ancora con la val Trebbia (Emilia-Romagna).
E'
ircondata
da monti
Lesima
(1.724
m.),
Alfeo
(1650
m.),
Tartago
(1.688
m.),
Chiappo
(1.699
m.),
Cavalmurone
(1.670
m.),
Carmo
(1.640
m.) è
impervia
e
coperta
di
boschi.
L'isolamento
geografico
e la
povertà
delle
vie di
comunicazione
con i
cambiamenti
socio-economici
hanno
portato
ad un
progressivo
spopolamento,
iniziato
nel
dopo
guerra,
tanto
che
oggi, in
inverno,
cinque
degli
undici
villaggi
sono
chiusi e
le
abitazioni
son per
lo più
seconde
case che
i
villeggianti
e
valligiani
emigrati
riaprono
d'estate.
Si ritiene che alcuni toponimi della valle derivino da voci nordafricane come quello di Zerba (dall'isola nordafricana Djerba), quello di Tartago (Chartago, ossia Cartagine), Bogli (Bougie), Suzzi (Souza). Una leggenda lega la fondazione del paese ad un gruppo di disertori cartaginesi che abbandonarono l'esercito di Annibale nel 218 a.C., ai tempi della Battaglia della Trebbia. Si dice che, per orientarsi, Annibale sia dovuto salire sul monte Lesima, una antica mulattiera è ancora chiamata strada di Annibale. Il monte Lesima dovrebbe il proprio nome ad una contrazione della frase latina "lesa manus", in quanto Annibale risalendo le sue pendici nel corso dell'inverno trascorso a Zerba si sarebbe ferito appunto ad una mano.
Il Monte Alfeo è una delle montagne più belle e imponenti dell'Appennino ligure, ha l'aspetto di una grande piramide isolata, con i fianchi molto ripidi, in gran parte boscosi.
Il versante settentrionale, ripidissimo, é interamente boscoso, il versante meridionale, invece, gli alberi coprono i fianchi della montagna fino a 1500 metri di altezza e poi lasciano il posto ai prati fino alla vetta (1651 metri).
Partendo in auto da Voghera, verso le sette del mattino, siamo arrivati nella valle attraverso il Passo Brallo, costeggiando il monte Lesima, sino a Zerba e poi Belnome (il cui nome originale era Merda, cambiato in Belnome dal vescovo di Bobbio secondo una leggenda) punto di partenza dell'escursione.














