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L’Oltrepò è un mare di
ondanti colline. Molteplici tonalità di
verde sfumano e si armonizzano: sono
quelle delle foglie di vite, dei faggi e
delle roverelle, delle macchie più brune
dei boschi o quelle delle morbide
distese in prati di profumate erbe
officinali.
L’Oltrepò è dei colori
della terra. L’argilla che diventa rossa
terracotta nelle case di mattoni e nel
colore dei coppi, la pietra grigia o
ocra nelle case di sasso e la fragile
arenaria nei portali e nelle decorazioni
architettoniche di
millenarie
chiese e di antichi palazzi.
L’Oltrepò è un piccolo
triangolo di Lombardia che si incunea
tra il Piemonte e l’Emilia Romagna,
quasi a lambire la costa ligure, fermato
solo dall’Appennino.
Anticamente fu terra di
conquista per popolazioni galliche e
liguri; formarono i primi centri quali
Clastidium e Litubium, le attuali
Casteggio e Retorbido. La romanizzazione
del territorio contribuì a dare un
ordine geografico preciso con il
passaggio di importanti “Vie” di
comunicazione.
Rocche e castelli ne
raccontano la storia medievale. La torre
di Oramala, dove la famiglia Malaspina
diede rifugio a poeti e trovatori
occitani, il castello di Zavattarello,
dove Jacopo dal Verme alla fine del 1300
fondò una delle scuole militari più
importanti d’Europa, i castelli di
Montesegale, Stefanago, Torre degli
Alberi, Rocca de Giorgi, ora baluardi di
difesa ora residenze di caccia, L’Oltrepò
è terra di “storia, d’arme e di amori”. |
Lussureggianti giardini
all’italiana, come quelli di Montalto
Pavese e di Nazzano, fanno da cornice
all’arte ed al piacere del bel vivere.
L’Oltrepò è arte e
cultura. Alla Certosa Cantù di Casteggio
il Museo Archeologico raccoglie le
tracce del passato più remoto, le
antiche pievi di San Zaccaria e di
Montalino sono esempi di architettura e
scultura romanica, l’eremo di
Sant’Alberto di Butrio conserva
pregevoli cicli di affreschi. Il rigore
delle forme neoclassiche del Settecento
si legge nelle chiese e nei palazzi dei
centri maggiori.
Il pittore vogherese
Paolo Borroni, tra i ritrattisti
preferiti dalle famiglie nobili della
vicina Milano, ha lasciato notevoli
dipinti nelle chiese della sua città.
L’Oltrepò è terra di
sapori e del buon bere. E’ il vino il
prodotto di punta del territorio, lo
racconta già il paesaggio caratterizzato
da distese di viti a perdita d’occhio e
le prestigiose cantine. Una tradizione
millenaria consente la produzi one
di notevoli vini come il Bonarda, Il
Pinot Nero, il Riesling, il Moscato, la
cui qualità è oggi riconosciuta in tutto
il mondo. Più di nicchia, per la
limitata produzione, sono preziosi vini
come il Buttafuoco e il Barbacarlo.
Sulla tavola, una cucina
di tradizione, ha permeato la
conservazione di antiche ricette
ripetute secondo i riti della stagioni,
ora riprese in purezza, ora rivisitate
da sapienti mani di chef. Ravioli di
stufato, ricchi risotti, ai funghi o
alle erbe aromatiche, profumati tartufi,
invitanti formaggi e
saporiti salumi, su tutti il rinomato
salame di Varzi.
L’Oltrepò è benessere.
Dolce aria delle colline, piacevoli
passeggiate a piedi, in mountain bike
oppure a cavallo e la preziosa presenza
di acque termali, ben utilizzate nelle
Spa di Salice Terme e Rivanazzano fanno
di questo territorio un vero polo del
wellness. |