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Formaggi.

L'oltrepò è uno scrigno di preziosi
formaggi, molti dei quali artigianali
"di fattoria" prodotti cioè con latte
dell'azienda produttrice e molti altri
prodotti da caseifici.
In alcuni casi viene utilizzato latte di
vacca di
razza "varzese" che purtroppo è in via
di estinzione.
Oltre ai tipici formaggi
di alta collina, che discendono dalle tome piemontesi, si segnala il furmag
cui saltarei, formaggio vaccino
stagionato con i vermi.
Alcuni allevamenti di capre producono
formaggi caprini di grande qualità.
Siras. E' la ricotta di
pecora, che un tempo veniva avvolta in
tele che ne conferivano la classica
forma a cono.
Il Nisso di Menconico,
formaggio di lunga stagionatura,
chiamato anche il "formaggio che salta o
che brucia" dal sapore piccante,
composto di latte di vacca e pecora.

Formaggi caprini il caprino classico
è un formaggio privo di crosta, a pasta
cruda, di colore bianco, con sapore
leggermente acidulo.
E' un formaggio molle, può essere
aromatizzato con erbe, spezie, carbone
vegetale e frutti di bosco.
I caprini possono essere anche
stagionati, sino a diventare
gradevolissimi formaggini semiduri da
cuocere sulla piastra.

Formaggi di
latte pecora
Tomini
della valle Schizzola alle erbe e
avvolti in foglie di castagno e
ricoperti di carbone vegetale
Ricotte

Il Pizzicorno:
questo formaggio a pasta
bianca friabile, che prende
il nome da un piccolo borgo
situato nella Valle Staffora,
si ottiene con il latte
intero prodotto nelle
mungiture della sera e della
mattina. La pasta viene
riposta in forme quadrate,
salata a secco e lasciata a
riposare per 40 giorni. Il
pizzicorno, se
stagionato, ha un sapore
molto intenso, mentre se
consumato fresco è un
formaggio dal gusto
delicato.
Tome
stagionate

Molana del Brallo : formaggetta
montana, dolcissima se consumata fresca,
saporita quando è stagionata tanto da
poter essere utilizzata grattuggiata
sulla polenta

Di produzione più commerciale è, invece,
la Stafforella,
prodotta in stabilimento secondo
l'antica ricetta che la portava sui
banchi dei vari mercati locali dove, si
dice, fossero stati i contadini stessi a
darle il suggestivo nome per
identificarla.

caciotta
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